DONNE E SPORT

Un percorso di cambiamento e consapevolezza attraverso lo sport

Dove il talento delle donne non è considerato o è mortificato le conseguenze pesano sul loro vissuto ma anche sull’intera società

Indomita - donne di sport

Le donne italiane e lo sport

Secondo la ricerca ISTAT “I numeri della pratica sportiva in Italia” (2024) il 31,8% delle donne in Italia pratica attività fisica (tra i 3 anni e oltre), mentre quella degli uomini è al 43,4%. La pratica sportiva continuativa (cioè regolarità nel tempo libero) è pari al 28,7% della popolazione complessiva e la quota di persone completamente sedentarie è scesa al 32,8% nel 2024, in calo rispetto al 2023 (35%). Tra i giovani di 10-24 anni, le ragazze abbandonano lo sport prima rispetto ai coetanei maschi: l’età media dello stop è 14 anni per le ragazze, contro i 15 anni per i ragazzi (21,6% vs. 15,1%). Infine osserviamo che solo il 3,1% degli allenatori nei club è donna (11 su 357), e si tratta esclusivamente di squadre femminili. Ad esempio, nelle squadre nazionali le allenatrici rappresentano il 7% (9 su 117). Tra i Presidenti di organismi sportivi (CONI, FSN, etc.), solo il 4,5% è donna (5 su 110), ma sale al 15,6% nei ruoli di Segretario o Direttore Generale (15 su 96). Anche i ruoli manageriali nei club sono poco femminilizzati: solo il 7,3% è donna (26 su 357).

Indomita - donne di sport

Le donne italiane e lo sport

Secondo la ricerca ISTAT “I numeri della pratica sportiva in Italia” (2024) il 31,8% delle donne in Italia pratica attività fisica (tra i 3 anni e oltre), mentre quella degli uomini è al 43,4%. La pratica sportiva continuativa (cioè regolarità nel tempo libero) è pari al 28,7% della popolazione complessiva e la quota di persone completamente sedentarie è scesa al 32,8% nel 2024, in calo rispetto al 2023 (35%). Tra i giovani di 10-24 anni, le ragazze abbandonano lo sport prima rispetto ai coetanei maschi: l’età media dello stop è 14 anni per le ragazze, contro i 15 anni per i ragazzi (21,6% vs. 15,1%). Infine osserviamo che solo il 3,1% degli allenatori nei club è donna (11 su 357), e si tratta esclusivamente di squadre femminili. Ad esempio, nelle squadre nazionali le allenatrici rappresentano il 7% (9 su 117). Tra i Presidenti di organismi sportivi (CONI, FSN, etc.), solo il 4,5% è donna (5 su 110), ma sale al 15,6% nei ruoli di Segretario o Direttore Generale (15 su 96). Anche i ruoli manageriali nei club sono poco femminilizzati: solo il 7,3% è donna (26 su 357).

Network di società sportive

In Italia, il valore dello sport femminile viene promosso attraverso modelli di Società che includono squadre femminili di sport individuali e di gruppo. Queste società, aderendo a Indomita, diventano faro di virtù e supporto per le realtà che cercano ancora il loro spazio. Appartenere a Indomita significa riconoscere e valorizzare l’importanza dello sport femminile non solo in ambito sportivo ma anche umano.

In Italia sebbene si stia facendo molto negli ultimi anni, la promozione dello sport femminile non ha ancora ottenuto la giusta visibilità e attenzione da parte dell’opinione pubblica e dei media. Diventano quindi fondamentali le azioni in tal senso a prescindere dalla disciplina e dai risultati, in particolare l’educazione ad una cultura inclusiva sia in termini sociali che economici, e quindi a pari opportunità.

Indomita – progetto dei Centri Giovanili don Mazzi patrocinato dal Coni Nazionale – lavora proprio in questa direzione: promuovere lo sport femminile attraverso i racconti e le testimonianze di donne di sport tra successi e sconfitte, dentro e fuori del campo. Indomita vuol dire accettare e promuovere i valori basati sul rispetto della persona, dell’atleta, dell’ambiente trasmettendo valori positivi, consapevoli del loro ruolo sociale nel territorio in cui operano.

Indomita si prefigge di:
– valorizzare la figura della donna attraverso lo sport
– dare visibilità allo sport femminile
– collegare le società sportive che sul territorio nazionale hanno saputo dare valore allo sport femminile
– aiutare le giovani donne a trovare un equilibrio interiore durante gli anni dell’adolescenza attraverso lo sport, strumento capace di guidare e di gettale le basi per una sana crescita

Per raggiungere i sopracitati obiettivi, Indomita organizza:
– incontri nelle scuole con studenti e insegnanti
– eventi per società sportive e comuni
– predisporre un premio annuale in termini economici (es. società sportive che mostrano attenzione alla tematica, atlete che si sono distinte non tanto per i risultati ma per le loro azioni e/o il loro atteggiamento/comportamento in gara)
– iniziative online e social per diffondere il valore dello sport femminile sempre attraverso le protagoniste.

Il messaggio che Indomita vuole lanciare è chiaro: aumentare la visibilità e l’attenzione verso il mondo dello sport femminile non è solo una questione di giustizia sociale e di pari opportunità ma è in primis una questione di sviluppo e di interesse nazionale.


“Fare sport fa bene a chi lo pratica e all’ecosistema che lo circonda creando un circolo virtuoso che a sua volta produce crescita e sviluppo. Dove c’è sport c’è anche più benessere e ricchezza ed è minore il gender gap delle donne nel lavoro… Dove il talento delle donne non è considerato o è mortificato le conseguenze pesano sul loro vissuto ma anche sull’intera società, che, oltre a privarsi della capacità di affrontare un problema da diversi punti di vista, si trova a dover fare a meno di risorse preziose per capacità, competenze e orientamento al multitasking” (fonte: www.censis.it).

Obiettivi del network

Valorizzare la figura della donna attraverso lo sport. Dare visibilità allo sport femminile.

Aiutare le giovani donne a trovare un equilibrio interiore durante gli anni dell’adolescenza: lo sport è quello strumento capace di guidare, di mettere basi per una sana crescita.

Best practice, storie individuali, successi ma anche insuccessi, che sia uno dei punti di riferimento per lo sport femminile in Italia.