CGdM

Un progetto dei
Centri Giovanili di don Antonio Mazzi

Come la comunità può e deve produrre beni e servizi attraverso il dialogo ed il confronto

Lotta alla povertà

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, nella Relazione al parlamento 2019, ha sottolineato che: “quando abbiamo domandato [ai ragazzi] cosa servisse per migliorare il loro quartiere, hanno in prevalenza chiesto luoghi di aggregazione (campi sportivi, parchi verdi) e mezzi di trasporto pubblici per poter raggiungere un cinema o un amico in un’altra zona della città”.

Sempre di più i centri aggregativi sono un presidio insostituibile nelle politiche di contrasto della povertà educativa e nel favorire la crescita delle comunità educanti sul territorio. Occupandosi del tempo libero di bambini e ragazzi, lo spettro di azione dei centri aggregativi abbraccia per sua natura tutti gli ambiti della lotta alla povertà educativa: istruzione, servizi sociali, attività culturali, sportive e ricreative.

Lotta alla povertà

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, nella Relazione al parlamento 2019, ha sottolineato che: “quando abbiamo domandato [ai ragazzi] cosa servisse per migliorare il loro quartiere, hanno in prevalenza chiesto luoghi di aggregazione (campi sportivi, parchi verdi) e mezzi di trasporto pubblici per poter raggiungere un cinema o un amico in un’altra zona della città”.

Sempre di più i centri aggregativi sono un presidio insostituibile nelle politiche di contrasto della povertà educativa e nel favorire la crescita delle comunità educanti sul territorio. Occupandosi del tempo libero di bambini e ragazzi, lo spettro di azione dei centri aggregativi abbraccia per sua natura tutti gli ambiti della lotta alla povertà educativa: istruzione, servizi sociali, attività culturali, sportive e ricreative.

IL METODO

Come fare?

Emerge l’urgenza di progettare e realizzare interventi efficaci in ambito socio-educativo per stimolare la socializzazione e consentire ai minori e ai giovani di innalzare l’autostima, mettendosi alla prova e a confronto con i coetanei in contesti di divertimento sano.

Individuare i bisogni attraverso precise e frequenti ricerche sociali.

Stimolare il confronto tra cittadini per individuare le risposte ai bisogni individuati e aumentare la partecipazione attiva.

Coinvolgere gli enti pubblici (comuni e scuole), gli enti del terzo settore, i comitati civici, le aziende a prendersi cura delle comunità in cui agiscono

Restituire ai cittadini i risultati ottenuti per migliorare interventi e servizi.

PROGETTI IN CORSO

Comune di Castel d’Azzano – fase di avvio del progetto

Comune di Legnago – fase 2 del progetto

Comune di Oppeano – fase 2 del progetto

Comune di Pescantina – fase 2 del progetto

Comune di Povegliano Veronese – fase 3 del progetto

Comune di San Martino Buon Albergo – fase 2 del progetto

Comune di Valdagno – fase di avvio del progetto

Comune di Verona – Via Abba – fase 2 del progetto