Dall’alto dei suoi 95anni, don Antonio Mazzi ammira la «sua» Verona. La città nativa, la città amata: i luoghi che fecero da sfondo alla sua infanzia poverissima e all’adolescenza «drammatica»,come dice lui,
eppure essenziale per tutto ciò che è fiorito poi attraverso questo instancabile prete degli ultimi.
di Lorenza Costantino
